Corretta Interpretazione di un paio di campi della scheda metadati ISO19115

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Corretta Interpretazione di un paio di campi della scheda metadati ISO19115

Andrea Peri
Salve

Dando una occhiata alle specifiche RNDT (ultima versione disponibile
sul sito 1.2) ho notato un dettaglio su cui mi piacerebbe una
opinione.

Si tratta in particolare di come RNDT ipotizza di gestire il rapporto
tra scheda serie e scheda figlia di tipo dataset ,
nelle specifiche 1.2 all'allegato B.2 viene citato testualmente:

>Fermo restando quanto indicato al § 1.4, le linee guida INSPIRE denotano che non ci sono
>differenze significative tra i metadati del dataset e i metadati della serie. Pertanto, per la serie si può
>fare riferimento all’esempio per il dataset riportato al paragrafo precedente.
>Nel caso della serie, non esistendo nessun livello gerarchico superiore, i due metadati
>“Identificatore” e “Id livello superiore” assumeranno sempre lo stesso valore.

Le ultime due righe in particolare sembrano indicare che i due campi
parentIdentifier e FileIdentifier quando la scheda non ha un padre
(ad esempio una scheda di livello serie non ha padre) devono assumere
il medesimo valore.

Altresi dovrebbe succedere cosi' anche nel caso di una scheda di tipo
dataset se non ha padre.
Ovvero dovrebbe avere il campo fileIdentifier e il campo
parentIdentifier valorizzati emtrambi con il medesimo valore.

A questo riguardo facendo delle prove con GeoNetwork
ho notato invece che lui, quando una scheda non ha padre lascia il campo
"parentIdenfier" non valorizzato (ovvero non ce lo mette proprio)
nell'XML di output.
Invece le specifiche RNDT sembrerebbero dire che ci deve essere ed
essere valorizzato con il valore di FileIdentifier.

Questa differenza non è di poco conto secondo me e mi domandavo se si
poteva trattare di un errore di GeoNetwork .

Francamente leggendo le specifiche ISO19115 a me pare che Geonetwork
non sbagli, ma mi piacerebbe avere qualche opinione a questo riguardo.
Anche perche' allo stato attuale nnon è facile far colloquiare una
scheda gestita con geonetwork

a meno di non fare un fork di GeoNetwork e rimaneggiarlo pesantemente
(ammesso che si voglia e debba fare)

In questo periodo di carenze di fondi , impegnarsi in cose che poi si
devono manutenere vita natural durante (come succede per i forks) non
piace a nessuno.

E d'altronde mi piacerebbe capire cosa realmente prescirve a questo
riguardo ISO19115 e Inspire, visto che a me sembra che dicano che
parentIdentifier non dovrebbe essere valorizzato mentre RNDT dice di
valorizzarlo con il medesimo valore di fileIdentifier.

Grazie,


--
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Andrea Peri
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Re: Corretta Interpretazione di un paio di campi della scheda metadati ISO19115

D_Guidi
> Le ultime due righe in particolare sembrano indicare che i due campi
> parentIdentifier e FileIdentifier quando la scheda non ha un padre
> (ad esempio una scheda di livello serie non ha padre) devono assumere
> il medesimo valore.
A naso sembra una pazzia bella e buona.

> A questo riguardo facendo delle prove con GeoNetwork
> ho notato invece che lui, quando una scheda non ha padre lascia il campo
> "parentIdenfier" non valorizzato (ovvero non ce lo mette proprio)
> nell'XML di output.
Non avento padre, la logica questo impone, e mi sembra di ricordare
pure ISO dica questo.

> a meno di non fare un fork di GeoNetwork e rimaneggiarlo pesantemente
> (ammesso che si voglia e debba fare)
https://github.com/geosolutions-it/geonetwork
dovrebbe essere il progetto nato dalla collaborazione tra CSI Piemonte
e Geosolutions.
Per ora c'è poco più di un paio di template RNDT e modifiche al layout.
Mi sembra di capire che l'obiettivo sia quello di arrivare alla
validazione RNDT.
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Re: Corretta Interpretazione di un paio di campi della scheda metadati ISO19115

Andrea Peri
Ciao Diego grazie del contributo.


Il 14 febbraio 2013 15:41, Diego Guidi <[hidden email]> ha scritto:
>> Le ultime due righe in particolare sembrano indicare che i due campi
>> parentIdentifier e FileIdentifier quando la scheda non ha un padre
>> (ad esempio una scheda di livello serie non ha padre) devono assumere
>> il medesimo valore.
> A naso sembra una pazzia bella e buona.

mi annoto la tua opinione . :)

>
>> A questo riguardo facendo delle prove con GeoNetwork
>> ho notato invece che lui, quando una scheda non ha padre lascia il campo
>> "parentIdenfier" non valorizzato (ovvero non ce lo mette proprio)
>> nell'XML di output.
> Non avento padre, la logica questo impone, e mi sembra di ricordare
> pure ISO dica questo.
>

anche a me parrebbe logico cosi'.

>> a meno di non fare un fork di GeoNetwork e rimaneggiarlo pesantemente
>> (ammesso che si voglia e debba fare)
> https://github.com/geosolutions-it/geonetwork
> dovrebbe essere il progetto nato dalla collaborazione tra CSI Piemonte
> e Geosolutions.
> Per ora c'è poco più di un paio di template RNDT e modifiche al layout.
> Mi sembra di capire che l'obiettivo sia quello di arrivare alla
> validazione RNDT.

Il problema è come ci si arriva.

Modificando pesantemente il codice di GN in maniera che ragioni come
il profilo RNDT.
Oppure svilupando dei moduli che si possono aggiungere a GN (il 2.8.0
esce oggi stesso San Valentino)
in maniera da poterli applicare anche alle successive patch-version di GN.

In ogni caso il mio problema sul momento è capire se l'interpretazione
di RNDT è iso compliant oppure no.

Mi pare di capire che te concordi con la mia interpretazione che
quando una scheda non ha padrea non si deve mettere "parentIdentifier
= fileidentifier" ma bensi si deve omettere del tutto.

Grazie,

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Andrea Peri
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Re: Corretta Interpretazione di un paio di campi della scheda metadati ISO19115

Piergiorgio Cipriano
Ciao Andrea,
credo stiate facendo confusione tra id del "metadato" e id della "risorsa" descritta.
Chiedo ad Antonio (Rotundo) di confermare o correggere.

A pag. 11 del documento RNDT c'è scritto:
Per le trasmissioni, i metadati in questione sono “Identificatore del file” (fileIdentifier) e “Id file precedente” (parentIdentifier); le istruzioni di compilazione di tali metadati sono riportate ai successivi paragrafi 2.1.1.1 e 2.1.1.4.

Il "parentId" corrisponde all'identificativo del file XML precedente, cioè la versione "storica" del metadato in oggetto. In pratica:

<gmd:fileIdentifier>
   <gco:CharacterString>r_campan:000002:20090220:111239</gco:CharacterString>
</gmd:fileIdentifier> 
[...]
<gmd:parentIdentifier>
   <gco:CharacterString>r_campan:000001:20090124:<a href="tel:093213" value="+39093213" target="_blank">093213</gco:CharacterString>
</gmd:parentIdentifier> 

In questo caso, la versione attuale del metadato è quella che termina con :111239, mentre la versione precedente del metadato è quella che termina con :<a href="tel:093213" value="+39093213" target="_blank">093213.

Diverso il concetto di identificatore di "dataset" e "serie"; a pag. 12 c'è scritto:
Per la gestione delle relazioni tra livelli gerarchici, sono previsti i metadati “Identificatore” (identifier) e “Id livello superiore” (series); le relative istruzioni di compilazione sono riportate ai successivi paragrafi 2.1.2.5 e 2.1.2.6.  

Il primo corrisponde allo "Unique resource identifier" (previsto da INSPIRE).

In pratica, con gli esempi riportati nel documento RNDT:
    <gmd:identifier>
<gmd: RS_Identifier>
           <gmd:code>
    <gco:CharacterString>r_piemon:00000001</gco:CharacterString>
           </gmd:code>
   </gmd:RS_Identifier>
    </gmd:identifier>

[...]
 
     <gmd:series>
<gmd:CI_Series>
         <gmd:issueIdentification>
    <gco:CharacterString> r_piemon:00000001</gco:CharacterString>
         </gmd:issueIdentification>
   </gmd:CI_Series>
     </gmd:series> 
 
In questo esempio non c'è gerarchia visto che il valore dell'identificativo è lo stesso, quindi il metadato potrebbe una risorsa di livello "dataset" non collegata ad alcuna serie, oppure di una di livello "serie".

NOTA1: INSPIRE non richiede il fileIdentifier come obbligatorio (vedi Implementing Rules [1], e Tech.Guidance [2]) ma viene comunque valorizzato con l'editor web [3] del geoportale.

NOTA2: nel 19115 (e 19139) il tag fileIdentifier è opzionale, idem il parentId



pg

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Piergiorgio Cipriano
 


Il giorno 14 febbraio 2013 16:09, Andrea Peri <[hidden email]> ha scritto:
Ciao Diego grazie del contributo.


Il 14 febbraio 2013 15:41, Diego Guidi <[hidden email]> ha scritto:
>> Le ultime due righe in particolare sembrano indicare che i due campi
>> parentIdentifier e FileIdentifier quando la scheda non ha un padre
>> (ad esempio una scheda di livello serie non ha padre) devono assumere
>> il medesimo valore.
> A naso sembra una pazzia bella e buona.

mi annoto la tua opinione . :)

>
>> A questo riguardo facendo delle prove con GeoNetwork
>> ho notato invece che lui, quando una scheda non ha padre lascia il campo
>> "parentIdenfier" non valorizzato (ovvero non ce lo mette proprio)
>> nell'XML di output.
> Non avento padre, la logica questo impone, e mi sembra di ricordare
> pure ISO dica questo.
>

anche a me parrebbe logico cosi'.

>> a meno di non fare un fork di GeoNetwork e rimaneggiarlo pesantemente
>> (ammesso che si voglia e debba fare)
> https://github.com/geosolutions-it/geonetwork
> dovrebbe essere il progetto nato dalla collaborazione tra CSI Piemonte
> e Geosolutions.
> Per ora c'è poco più di un paio di template RNDT e modifiche al layout.
> Mi sembra di capire che l'obiettivo sia quello di arrivare alla
> validazione RNDT.

Il problema è come ci si arriva.

Modificando pesantemente il codice di GN in maniera che ragioni come
il profilo RNDT.
Oppure svilupando dei moduli che si possono aggiungere a GN (il 2.8.0
esce oggi stesso San Valentino)
in maniera da poterli applicare anche alle successive patch-version di GN.

In ogni caso il mio problema sul momento è capire se l'interpretazione
di RNDT è iso compliant oppure no.

Mi pare di capire che te concordi con la mia interpretazione che
quando una scheda non ha padrea non si deve mettere "parentIdentifier
= fileidentifier" ma bensi si deve omettere del tutto.

Grazie,

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Re: Corretta Interpretazione di un paio di campi della scheda metadati ISO19115

a.furieri
On Fri, 15 Feb 2013 12:29:55 +0100, Piergiorgio Cipriano wrote:
> Il "parentId" corrisponde all'identificativo del file XML precedente,
> cioè la versione "storica" del metadato in oggetto.
>

c'e' un unico punto che mi lascia abbastanza perplesso in questa
interpretazione: nell'inglese informatico il termine "parent" ha
un significato ben preciso, tutto legato alla rappresentazione di
relazioni gerarchiche all'interno di una stuttura ad albero (tree).

non mi pare di avere mai visto usare il termine "parent" p.es. nella
documentazione tecnica dei vari VCS, che usano sempre il termine
"version" oppure "revision" in questi casi.

se l'intenzione di chi ha scritto lo standard fosse stata proprio
quella di gestire l'evoluzione storica delle successive versioni
mi aspetterei quindi di incontrare un "versionId" o magari un
"revisionId", ma sicuramente non un "parentId"

ciao Sandro

--
Il messaggio e' stato analizzato alla ricerca di virus o
contenuti pericolosi da MailScanner, ed e'
risultato non infetto.

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Re: Corretta Interpretazione di un paio di campi della scheda metadati ISO19115

D_Guidi
> se l'intenzione di chi ha scritto lo standard fosse stata proprio
> quella di gestire l'evoluzione storica delle successive versioni
> mi aspetterei quindi di incontrare un "versionId" o magari un
> "revisionId", ma sicuramente non un "parentId"
Quoto: dovrei ritirarmi fuori le specifiche ISO e ora sto
"impicciato", ma mi sembra di ricordare che il concetto di revisione
sia gestito da tutt'altra parte, mentre il parentId sia proprio per le
relazioni padre>figlio.
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Re: Corretta Interpretazione di un paio di campi della scheda metadati ISO19115

Piergiorgio Cipriano

Non so cosa intendesse chi ha scritto lo il 19115 quasi 15 anni fa (visto che iniziarono a fine '98).
Sta di fatto che per l'Italia si applicano le specifiche RNDT.
Che sono conformi a quanto chiesto in INSPIRE.

pg

p.s. Il 19115 è in fase di revisione; nel 2013 dovrebbe essere pubblicata la nuova versione della Parte 1).

Il giorno 15/feb/2013 14:46, "Diego Guidi" <[hidden email]> ha scritto:
> se l'intenzione di chi ha scritto lo standard fosse stata proprio
> quella di gestire l'evoluzione storica delle successive versioni
> mi aspetterei quindi di incontrare un "versionId" o magari un
> "revisionId", ma sicuramente non un "parentId"
Quoto: dovrei ritirarmi fuori le specifiche ISO e ora sto
"impicciato", ma mi sembra di ricordare che il concetto di revisione
sia gestito da tutt'altra parte, mentre il parentId sia proprio per le
relazioni padre>figlio.
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Re: Corretta Interpretazione di un paio di campi della scheda metadati ISO19115

D_Guidi
2013/2/15 Piergiorgio Cipriano <[hidden email]>:
> Non so cosa intendesse chi ha scritto lo il 19115 quasi 15 anni fa (visto
> che iniziarono a fine '98).
> Sta di fatto che per l'Italia si applicano le specifiche RNDT.
> Che sono conformi a quanto chiesto in INSPIRE.
Ottima puntualizzazione.
Da "ignorante" quale sono (è davvero troppo tempo che non sono più
addentro a queste cose) mi stupisco che ci siano difformità di questo
tipo.
Poi mi rimetto al giudizio di chi ne sa più di me.
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Re: Corretta Interpretazione di un paio di campi della scheda metadati ISO19115

Andrea Peri
In reply to this post by Piergiorgio Cipriano
Ciao Piergiorgio..
grazie per le indicazioni,

provo a spiegare meglio i miei dubbi.

A pagina 11 che citi te.
Ci sta' un trafiletto abbastanza esteso.

In cui il tratto saliente è abbastanza interessante.

>Come indicato nella premessa, il Regolamento (CE) relativo ai metadati contempla, per quanto
>riguarda i dati territoriali, solo i livelli di serie e dataset.
>Dal Regolamento e dalle già citate Linee Guida Tecniche si evince che non esiste nessuna relazione
>tra i due livelli tale da consentire di creare una gerarchizzazione dell’informazione contenuta nei
>metadati, come previsto dal diagramma UML riportato nella figura 3 del paragrafo 6.2 dello
>Standard ISO 19115 e come indicato, a livello informativo, negli allegati G e H del medesimo
>Standard.

In soldoni ammetterebbe che nelle specifiche nazionali non è prevista alcuna relazione tra un dataset e la sua serie.
Al contrario di quanto previsto da ISO19115.

E fin qui ci siamo e tutto è chiaro.

Poi viene detto:

>Per le trasmissioni, i metadati in questione sono “Identificatore del file” (fileIdentifier) e “Id file
>precedente” (parentIdentifier); le istruzioni di compilazione di tali metadati sono riportate ai
>successivi paragrafi 2.1.1.1 e 2.1.1.4.
>In riferimento a ciò, nel caso di una prima trasmissione i due identificatori assumeranno lo stesso
>valore; nel caso, invece, di un aggiornamento, l’identificatore “Id file precedente” del file XML
>corrente dovrà assumere il valore dell’elemento “Identificatore del file” presente nel file XML della
>trasmissione temporalmente precedente a cui è relazionato.

Il passaggio che a me crea dei dubbi amletici è quello dove si dice che
nel caso di una prima trasmissione i due identificatori

fileIdentifier e parentIdentifier devono assumere il medesimo valore.

Questa cosa mi pare che non sia in linea con le specifiche ISO19115.
O meglio, non mi sembra in linea con cio' che fa' GeoNetwork, che pero' nell'ultimissima versione che stanno rilasciando ora mi pare che abbiano supportato completamente iso19115/1939 e anche inspire.

Secondo ISO questi due campi non servirebbero per identificare la prima trasmissione da una successiva, ma bensi ' per legare la scheda figlia (dataset) con la scheda padre (serie). In particolare il secondo campo (parentIdentifier).

Su questa base io posso anche immaginare che vi si un legame di flusso , ovvero spedisco prima la serie (e quindi faccio la prima trasmissione), poi spedisco la figlia (e faccio quindi la seconda trasmissione) la figlia avra' il campo parentIdentifier valorizzato con il codice FileIdentifier del padre , e quindi tutto parrebbe funzionare.

Il problema è che la scheda serie che io mi genero da GeoNetwork non ha il campo parentIdentifier valorizzato con il suo medesimo codice di fileIdentifier, ma bensi' esso è assente.

Quindi il mio dubbio è sulla scheda serie.
Cioe' sula scheda che nella logica operativa di RNDT dovrebbe comporre la cosidetta "prima trasmissione".

Per avere una scheda che piaccia a RNDT io dovrei aprire la scheda serie che mi rilascia geoNetwork e aggiungervi un campo parentIdentifier con dentro il codice del fileIdentifier.

A margine di questo, poi ho altri dubbi in merito a come questi due campi sono valorizzati.

Infatti GeoNetwork quando mi genera una scheda mi valorizza il campo FileIdentifier con un valore UUID.

E anche questo è in linea con le specifiche ISO19115 e mi pare anche con Inspire.

Invece RNDT richiede che la scheda abbia su tale campo FileIdentifier un codice composito composto da un prefisso (che deriva dai codici spcoop) e una coppia di ennuple numeriche.
stile questo:

r_campan:000002:20090220:111239

Questo fa si' che un GeoNetwork come lo conosciamo noi, non genera un tale tipo di codice, perche' usa invece l' UUID.

La cosa non è cosi' peregrina come puo' sembrare all'inizio, perche' se io su geonetwork mi scrivo un scheda serie e poi 5 o 6 schede dataset figlie della serie, tutte queste sono tra loro legate da questi codici di tipo UUID inseriti nei due campi
FileIdentifier e parentIdentifier.

Se RNDT mi chiede di sostituire a questi codici una altra forma di codice seguendo la logica che mi chiede RNDT, io devo rimaneggiare tutte queste schede.
Senza contare che poi se un domani devo modificare qualcosa io mi devorigenerare le schede da geoNetwork e poi rimaneggiare nuovamente questi codici.

Le mie perplessit'a nascono proprio da queste questioni (ce ne sarebbe qualche altra, anche sulle definizioni dei sistemi di riferimento, ma questo sono quelle che mi preoccupano maggiormente).

Mi piacerebbe sapere se qualche altro soggetto è riuscito a far dialogare delle schede di metadato generate da geoNetwork con il RNDT o se si sono dovuti sempre ingegnare facendo modificare il codice di GeoNetwork facendosi dei forks del prodotto oppure se hanno fatto ricorso ad altri prodotti gia' impostati per capire il dialetto di RNDT.

Andrea.

On 15/02/2013 12:29, Piergiorgio Cipriano wrote:
Ciao Andrea,
credo stiate facendo confusione tra id del "metadato" e id della "risorsa" descritta.
Chiedo ad Antonio (Rotundo) di confermare o correggere.

A pag. 11 del documento RNDT c'è scritto:
Per le trasmissioni, i metadati in questione sono “Identificatore del file” (fileIdentifier) e “Id file precedente” (parentIdentifier); le istruzioni di compilazione di tali metadati sono riportate ai successivi paragrafi 2.1.1.1 e 2.1.1.4.

Il "parentId" corrisponde all'identificativo del file XML precedente, cioè la versione "storica" del metadato in oggetto. In pratica:

<gmd:fileIdentifier>
   <gco:CharacterString>r_campan:000002:20090220:111239</gco:CharacterString>
</gmd:fileIdentifier> 
[...]
<gmd:parentIdentifier>
   <gco:CharacterString>r_campan:000001:20090124:<a moz-do-not-send="true" href="tel:093213" value="+39093213" target="_blank">093213</gco:CharacterString>
</gmd:parentIdentifier> 

In questo caso, la versione attuale del metadato è quella che termina con :111239, mentre la versione precedente del metadato è quella che termina con :<a moz-do-not-send="true" href="tel:093213" value="+39093213" target="_blank">093213.

Diverso il concetto di identificatore di "dataset" e "serie"; a pag. 12 c'è scritto:
Per la gestione delle relazioni tra livelli gerarchici, sono previsti i metadati “Identificatore” (identifier) e “Id livello superiore” (series); le relative istruzioni di compilazione sono riportate ai successivi paragrafi 2.1.2.5 e 2.1.2.6.  

Il primo corrisponde allo "Unique resource identifier" (previsto da INSPIRE).

In pratica, con gli esempi riportati nel documento RNDT:
    <gmd:identifier>
<gmd: RS_Identifier>
           <gmd:code>
    <gco:CharacterString>r_piemon:00000001</gco:CharacterString>
           </gmd:code>
   </gmd:RS_Identifier>
    </gmd:identifier>

[...]
 
     <gmd:series>
<gmd:CI_Series>
         <gmd:issueIdentification>
    <gco:CharacterString> r_piemon:00000001</gco:CharacterString>
         </gmd:issueIdentification>
   </gmd:CI_Series>
     </gmd:series> 
 
In questo esempio non c'è gerarchia visto che il valore dell'identificativo è lo stesso, quindi il metadato potrebbe una risorsa di livello "dataset" non collegata ad alcuna serie, oppure di una di livello "serie".

NOTA1: INSPIRE non richiede il fileIdentifier come obbligatorio (vedi Implementing Rules [1], e Tech.Guidance [2]) ma viene comunque valorizzato con l'editor web [3] del geoportale.

NOTA2: nel 19115 (e 19139) il tag fileIdentifier è opzionale, idem il parentId



pg

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Il giorno 14 febbraio 2013 16:09, Andrea Peri <[hidden email]> ha scritto:
Ciao Diego grazie del contributo.


Il 14 febbraio 2013 15:41, Diego Guidi <[hidden email]> ha scritto:
>> Le ultime due righe in particolare sembrano indicare che i due campi
>> parentIdentifier e FileIdentifier quando la scheda non ha un padre
>> (ad esempio una scheda di livello serie non ha padre) devono assumere
>> il medesimo valore.
> A naso sembra una pazzia bella e buona.

mi annoto la tua opinione . :)

>
>> A questo riguardo facendo delle prove con GeoNetwork
>> ho notato invece che lui, quando una scheda non ha padre lascia il campo
>> "parentIdenfier" non valorizzato (ovvero non ce lo mette proprio)
>> nell'XML di output.
> Non avento padre, la logica questo impone, e mi sembra di ricordare
> pure ISO dica questo.
>

anche a me parrebbe logico cosi'.

>> a meno di non fare un fork di GeoNetwork e rimaneggiarlo pesantemente
>> (ammesso che si voglia e debba fare)
> https://github.com/geosolutions-it/geonetwork
> dovrebbe essere il progetto nato dalla collaborazione tra CSI Piemonte
> e Geosolutions.
> Per ora c'è poco più di un paio di template RNDT e modifiche al layout.
> Mi sembra di capire che l'obiettivo sia quello di arrivare alla
> validazione RNDT.

Il problema è come ci si arriva.

Modificando pesantemente il codice di GN in maniera che ragioni come
il profilo RNDT.
Oppure svilupando dei moduli che si possono aggiungere a GN (il 2.8.0
esce oggi stesso San Valentino)
in maniera da poterli applicare anche alle successive patch-version di GN.

In ogni caso il mio problema sul momento è capire se l'interpretazione
di RNDT è iso compliant oppure no.

Mi pare di capire che te concordi con la mia interpretazione che
quando una scheda non ha padrea non si deve mettere "parentIdentifier
= fileidentifier" ma bensi si deve omettere del tutto.

Grazie,

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