OT: RER abbandona OpenOffice

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OT: RER abbandona OpenOffice

pcav
https://joinup.ec.europa.eu/community/osor/news/emilia-romagna-ends-its-use-openoffice?utm_source=newsletterNov16

per quelli che credono che si possa riposarsi sugli allori.
Se vogliamo che il sw libero si diffonda, l'impegno continua.

Saluti.
--
Paolo Cavallini - www.faunalia.eu
QGIS & PostGIS courses: http://www.faunalia.eu/training.html
https://www.google.com/trends/explore?date=all&geo=IT&q=qgis,arcgis
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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

Giuliano Curti
On 11/7/16, Paolo Cavallini <[hidden email]> wrote:

ciao,

> https://joinup.ec.europa.eu/community/osor/news/emilia-romagna-ends-its-use-openoffice?utm_source=newsletterNov16

certo, non una gran bella notizia;

hai notizie dello studio comparato di cui si parla alla fine dell'articolo?


> Saluti.

grazie, saluti
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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

giohappy
Tutti i casi che conosco, principalmente in ambito privato, che hanno
scelto di adottare la suite Office 360 sono motivati non tanto (e non solo)
per gli strumenti Office in sé, quanto sui servizi integrati sulla
piattaforma cloud, e in particolare sui servizi Sharepoint.
Ne abbiamo parlato anche un po' di tempo fa. Ad oggi non esiste una
piattaforma open source altrettanto articolata, completa e user friendly,
tanto meno non conosco (e non so esisteranno mai) soluzioni SaaS, basate su
sistemi del tutto open, che non vincolino dal punto di vista delle licenze.

Dal punto di vista dei formati aperti la suite Office permette di esportare
in tali formati. Sandro Santilli riportava casi di prima mano di
idiosincrasie che rendevano non del tutto interoperabili i dati esportati
in tali formati. Si potrebbe approfondire.

D'altro canto si potrebbe immaginare un investimento pubblico per la
creazione di un sistema SaaS basato interamente su sw OS e operato da una
qualche agenzia interamente o parzialmente pubblica, che ne garantisse
l'apertura e la, libertà da ogni vincolo commerciale proprietario. Non oso
immaginare cosa comporterebbe creare (o soltanto progettare) una tale
piattaforma in Italia, visti i costi che assumono normalmente gli strumenti
di questo tipo nel settore pubblico di casa nostra. Prevedibilmente
un'ipotesi interessante ma, credo, assai complessa da realizzare ed
eventualmente sostenere e gestire.

giovanni

Il 7 nov 2016 20:17, "Giuliano Curti" <[hidden email]> ha scritto:

On 11/7/16, Paolo Cavallini <[hidden email]> wrote:

ciao,

> https://joinup.ec.europa.eu/community/osor/news/emilia-
romagna-ends-its-use-openoffice?utm_source=newsletterNov16

certo, non una gran bella notizia;

hai notizie dello studio comparato di cui si parla alla fine dell'articolo?


> Saluti.

grazie, saluti
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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

Sieradz
In reply to this post by pcav
pcav wrote
per quelli che credono che si possa riposarsi sugli allori.
Se vogliamo che il sw libero si diffonda, l'impegno continua


Eticamente, sembrerebbe immorale che un Ente pubblico sperperi i soldi dei contribuenti in soluzioni software commerciali.

Da tecnico, invece, ritengo sia perfettamente sostenibile, e Vi spiego perchè.

Tu Ente tieni i dati sensibili sul "cloud", visto quindi come Grande Server immune da calamità sia naturali che umane (virus, hacker, ecc.), giusto?

Ora, è vero che paghi il servizio (nella fattispecie a Bill Gates) ma non hai spese di hardware, backup e soprattutto sicurezza.

Come Voi m'insegnate, infatti, ciò che davvero vale non sono macchine e software, ma i dati con le loro migliaia di ore-uomo necessarie per raccoglierli e salvarli in maniera ordinata.

Ecco quindi che la decisione di quell'Ente, a lungo termine, appare saggia, almeno a mio modesto avviso.
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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

Sandro Santilli-2
On Tue, Nov 08, 2016 at 12:53:24AM -0700, Sieradz wrote:

> Eticamente, sembrerebbe immorale che un Ente pubblico sperperi i soldi dei
> contribuenti in soluzioni software commerciali.
>
> Da tecnico, invece, ritengo sia perfettamente sostenibile, e Vi spiego
> perchè.
>
> Tu Ente tieni i dati sensibili sul "cloud", visto quindi come Grande Server
> immune da calamità sia naturali che umane (virus, hacker, ecc.), giusto?
>
> Ora, è vero che paghi il servizio (nella fattispecie a Bill Gates) ma non
> hai spese di hardware, backup e soprattutto sicurezza.
>
> Come Voi m'insegnate, infatti, ciò che davvero vale non sono macchine e
> software, ma i dati con le loro migliaia di ore-uomo necessarie per
> raccoglierli e salvarli in maniera ordinata.
>
> Ecco quindi che la decisione di quell'Ente, a lungo termine, appare saggia,
> almeno a mio modesto avviso.

Tenere i dati su un "Grande Server" non vuol dire necessariamente
adottare soluzioni proprietarie. Non sarebbe il caso di metterlo in
piedi, un "Grande Server" di proprieta' pubblica ?

O vogliamo mettere anche il database dell'INPS e dell'Agenzia Delle
Entrate in un CED negli Stati Uniti d'America o comunque di proprieta'
di una qualche compagnia straniera ?

--strk;
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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

Sieradz
Sandro Santilli-2 wrote
Non sarebbe il caso di metterlo in piedi, un "Grande Server" di proprieta' pubblica?


Ottima domanda, ma politica, quindi fuori dall'ambito di codesto forum tecnico...
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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

Sandro Santilli-2
On Tue, Nov 08, 2016 at 01:00:28AM -0700, Sieradz wrote:
> Sandro Santilli-2 wrote
> > Non sarebbe il caso di metterlo in piedi, un "Grande Server" di proprieta'
> > pubblica?
>
> Ottima domanda, ma politica, quindi fuori dall'ambito di codesto forum
> tecnico...

Questo forum non e' solo tecnico, come specificato qui:
http://lists.gfoss.it/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss

Ad ogni modo volevo solo sottolineare che un "Cloud" non deve
necessariamente essere basato su software proprietario.

--strk;
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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

Alessandro Sarretta
In reply to this post by Sieradz
Sieradz... dove c'è scritto che questo è un forum esclusivamente tecnico
scusa? :-) Si parla di software geografico libreo, e quindi anche di
libertà e di scelte collegate...

Sul tema preservazione dei dati, non ho assolutamente capito perché uno
per preservare i dati non possa semplicemente avere i dati archiviati su
un server o cloud che sia (e ce ne sono ottimi anche open source, ad
esempio Ownclod https://owncloud.org/) invece che comprare un servizio
proprietario...

Quello che dicevi tu nel tuo intervento (hardware, back up ecc) non ha
niente a che fare (o può non aver niente a che fare) con Office 365.

Ci possono essere questioni relative all'installazione e
all'aggiornamento dei software nelle singole postazioni e cose siili,
questo sì, ma per i dati ci sono molte altre scelte sensate e a basso costo.

Ale

On 08/11/2016 09:00, Sieradz wrote:

> /
> Sandro Santilli-2 wrote
>> Non sarebbe il caso di metterlo in piedi, un "Grande Server" di proprieta'
>> pubblica?
> /
>
> Ottima domanda, ma politica, quindi fuori dall'ambito di codesto forum
> tecnico...
>
> --
> View this message in context: http://gfoss-geographic-free-and-open-source-software-italian-mailing.3056002.n2.nabble.com/OT-RER-abbandona-OpenOffice-tp7596393p7596407.html
> Sent from the Gfoss -- Geographic Free and Open Source Software - Italian mailing list mailing list archive at Nabble.com.
> _______________________________________________
> [hidden email]
> http://lists.gfoss.it/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss
> Questa e' una lista di discussione pubblica aperta a tutti.
> I messaggi di questa lista non hanno relazione diretta con le posizioni dell'Associazione GFOSS.it.
> 807 iscritti al 31/03/2016
--
--

Alessandro Sarretta

skype/twitter: alesarrett
Web: ilsarrett.wordpress.com <http://ilsarrett.wordpress.com>

Research information:

  * Google scholar profile
    <http://scholar.google.it/citations?user=IsyXargAAAAJ&hl=it>
  * ORCID <http://orcid.org/0000-0002-1475-8686>
  * Research Gate <https://www.researchgate.net/profile/Alessandro_Sarretta>
  * Impactstory <https://impactstory.org/AlessandroSarretta>


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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

Sandro Santilli-2
In reply to this post by Sandro Santilli-2
On Tue, Nov 08, 2016 at 09:07:50AM +0100, Sandro Santilli wrote:

> On Tue, Nov 08, 2016 at 01:00:28AM -0700, Sieradz wrote:
> > Sandro Santilli-2 wrote
> > > Non sarebbe il caso di metterlo in piedi, un "Grande Server" di proprieta'
> > > pubblica?
> >
> > Ottima domanda, ma politica, quindi fuori dall'ambito di codesto forum
> > tecnico...
>
> Questo forum non e' solo tecnico, come specificato qui:
> http://lists.gfoss.it/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss
>
> Ad ogni modo volevo solo sottolineare che un "Cloud" non deve
> necessariamente essere basato su software proprietario.

Gia' che ci sono, aggiungo un link di esempio:
https://nextcloud.com/features/#onlineoffice

--strk;

  ()   Free GIS & Flash consultant/developer
  /\   https://strk.kbt.io/services.html
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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

Marco Guiducci-3
In reply to this post by Sandro Santilli-2
On Tue, 8 Nov 2016 08:56:44 +0100
Sandro Santilli <[hidden email]> wrote:

> On Tue, Nov 08, 2016 at 12:53:24AM -0700, Sieradz wrote:

>
> O vogliamo mettere anche il database dell'INPS e dell'Agenzia Delle
> Entrate in un CED negli Stati Uniti d'America o comunque di proprieta'
> di una qualche compagnia straniera ?
>

e se invece la compagnia invece che straniera fosse italiana?
cambia qualcosa?
Non credo che sia facile fare un appalto pubbico per la gestione, per esempio quinquennale dell'infrastruttura di una PA.
In pratica chi l'ha messa su la gestisce sine die. Con buona pace di tutti gli altri.
E troverai sempre qualcuno che ti dimostra che sarebbe antieconomico cambiare.
Perché è quasi dimostrato che se riesci a cambiare il conducente, questo prima o poi ti fa cambiare l'auto.
Con l'OS sarebbe meno possibile giocare su questo piano.
La vera controrivoluzione per le PA sarebbe riassumere personale tecnico e non esternalizzare più questi servizi.
Il contrario di quello che stanno facendo da anni.


--
Marco Guiducci <[hidden email]>
Firenze, via di Novoli 26
055 4383194
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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

geodrinx
In reply to this post by Sieradz


Inviato da iPhone

> Il giorno 08 nov 2016, alle ore 08:53, Sieradz <[hidden email]> ha scritto:
>
> /
> pcav wrote
>> per quelli che credono che si possa riposarsi sugli allori.
>> Se vogliamo che il sw libero si diffonda, l'impegno continua
>
> /
>
> Eticamente, sembrerebbe immorale che un Ente pubblico sperperi i soldi dei
> contribuenti in soluzioni software commerciali.
>
> Da tecnico, invece, ritengo sia perfettamente sostenibile, e Vi spiego
> perchè.
>
> Tu Ente tieni i dati sensibili sul "cloud", visto quindi come Grande Server
> immune da calamità sia naturali che umane (virus, hacker, ecc.), giusto?
>
> Ora, è vero che paghi il servizio (nella fattispecie a Bill Gates) ma non
> hai spese di hardware, backup e soprattutto sicurezza.
>
> Come Voi m'insegnate, infatti, ciò che davvero vale non sono macchine e
> software, ma i dati con le loro migliaia di ore-uomo necessarie per
> raccoglierli e salvarli in maniera ordinata.
>
> Ecco quindi che la decisione di quell'Ente, a lungo termine, appare saggia,
> almeno a mio modesto avviso.

Purtroppo (?) hai ragione.
Ci saranno altri casi del genere.
C'è molto da imparare.




> --
> View this message in context: http://gfoss-geographic-free-and-open-source-software-italian-mailing.3056002.n2.nabble.com/OT-RER-abbandona-OpenOffice-tp7596393p7596404.html
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> I messaggi di questa lista non hanno relazione diretta con le posizioni dell'Associazione GFOSS.it.
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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

mando
In reply to this post by Sandro Santilli-2
Aggiungo i my2Cents antropologici (?) e relativi solo a mie esperienze che
non rappresentano minimamente il panorama intero.

Esempio: 7 anni fa ho iniziato a proporre ad una provincia di "iniziare a
passare a Qgis+Postgres" mettendo su una postazione sperimentale e
valutarne i benefici, pro e contro. La provincia risponde che "avremo
sempre i soldi per le postazioni arczis e il server SQL". Finiti i soldi
ora si corre a passare a Qgis perchè "gratis". Il fatto è che non è
minimamente avvertito il fatto che nuovo software = "spesa pubblica in
formazione" o "investimento nel software OS".

Ergo il problema non è monetario, perchè se fosse stato così, anche in
presenza di soldi si sarebbe iniziato a mettere su "aggratiss" il prototipo.

Quello che mi pare da questa e altre esperienze analoghe è: passare ad un
altro software vuol dire avere persone che riescono ad imparare ad usarlo
in maniera rapida e fattiva, con nuove competenze. Da un lato si vede un
po' l'atteggiamento del chi me lo fa fare e dall'altro "non ho proprio le
risorse umane con tali competenze".

C'è molta percezione errata all'inizio della filiera che a cascata si
trasmette dall'area politico/amministrativa sull'area tecnica. Poche volte
ho visto l'area tecnica, influenzare l'area politico/amministrativa.

Ciao
Luca

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Re: OT: RER abbandona OpenOffice

Sandro Santilli-2
In reply to this post by Marco Guiducci-3
On Tue, Nov 08, 2016 at 09:13:47AM +0100, Marco Guiducci wrote:

> La vera controrivoluzione per le PA sarebbe riassumere personale
> tecnico e non esternalizzare più questi servizi.
> Il contrario di quello che stanno facendo da anni.

Mi trovi d'accordo.
Me ne parlava proprio un funzionario dell'INPS in risposta alla
mia frustrazione di trovarmi con un problema irrisolto da oltre
5 anni, a causa (secondo lui) dell'incompetenza interna.

In pratica l'essere umano non riesce a domare la burocrazia
codificata nei sistemi, restandone schiacciato.

--strk;
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