Software e pirateria in Italia

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Software e pirateria in Italia

Silvio Grosso
Salve a tutti,

Oggi leggendo una nota rivista informatica ho trovato alcuni dati sconcertanti sulla pirateria del software in Italia.

Dai dati illustrati risulta che, in Europa, siamo secondi "solo" alla Grecia in quanto a software piratato...
Sembrerebbe che da noi, addirittura il 49% del software installato, sia illegale.

Per chi e' interessato ho trovato un breve articolo in pdf da scaricare con alcuni dati aggiuntivi:
portal.bsa.org/piracyimpact2010/cps/cp_italy_italian.pdf

Io sono convinto che uno dei motivi per cui il Software Open Source GIS fatica ad affermarsi in Italia sia proprio dovuto all'alto tasso di pirateria...

L'argomento e' molto complesso ed articolato.
Secondo me, il ragionamento *demenziale* sottinteso potrebbe essere:
perche' mi dovrei "sforzare" ad imparare ad utilizzare un software open source quando posso scaricare, "gratis", un software commerciale proprietario...

Cordiali saluti

Silvio Grosso


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Re: Software e pirateria in Italia

amefad


2011/4/28 silvio grosso <[hidden email]>
Salve a tutti,
[...]
Io sono convinto che uno dei motivi per cui il Software Open Source GIS fatica ad affermarsi in Italia sia proprio dovuto all'alto tasso di pirateria...

Sì direi che è sotto gli occhi di tutti come nel campo GIS si tende a distribuire alla grande sw piratato
 
L'argomento e' molto complesso ed articolato.

A me sembra che gli studi di BSA, e i grandi produttori tipo $casa_di_redmond parlano sempre di guadagni stratosferici e posti di lavoro che vengono persi a causa della pirateria: questi ragionamenti però non mi sembra abbiano un fondamento rigoroso e dimostrabile. Se uno studente cracka un sw da 5000 euro è (anche) perché non ha i soldi per comprarlo e non sarà mai un potenziale cliente. Se una azienda lavora con sw piratato è perché l'investimento della licenza non ha sufficiente ritorno e preferisce rischiare. Il mercato del sw proprietario è viziato dal principio che devo produrre un utile marginale altissimo su ciascuna copia che vendo, ma così alimento solo il settore commerciale e un sacco di strategie per imprigionare l'utente (noleggio di licenze, spaccio gratuito dentro le scuole etc...).

Usare software FOSS toglierebbe un sacco di licenze pirata, creerebbe nuovi posti di lavoro per consulenti e sviluppatori (e non rivenditori) ma non porterebbe soldi alle major per cui in sintesi le nostre motivazioni non sono sovrapponibili.

amefad


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Re: Software e pirateria in Italia

andrea giacomelli-2
>Il 29 aprile 2011 07:17, Amedeo Fadini <[hidden email]> ha scritto:
>Il mercato del sw proprietario è viziato dal principio che devo
> produrre un utile marginale altissimo su ciascuna copia che vendo, ma così
> alimento solo il settore commerciale e un sacco di strategie per
> imprigionare l'utente (noleggio di licenze, spaccio gratuito dentro le
> scuole etc...).
>

ciao Amedeo - considerazioni interessanti... citando lo spaccio nelle
scuole mi hai fatto tornare in mente questa:

http://www.youtube.com/watch?v=Z-9iNVoeghI

il testo è qui: http://www.stlyrics.com/lyrics/easyrider/steppenwolf.htm

....il principio che citi comunque non è confinato al solo sw proprietario ;)

inoltre: butto lì una cosa da 29 aprile qualsiasi, ci sono "vizi" nel
mercato del sw libero che non facilitano il compito di una più
corretta informazione degli utenti finali e quindi non favoriscono
processi di migrazione ?

buon fine settimana!

Andrea
http://www.pibinko.org
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Re: Software e pirateria in Italia

PietroR3
In reply to this post by Silvio Grosso
La cosa inizia già in ambito accademico... Laboratori GIS su ArcMap, e
gli studenti per imparare si fanno passare una licenza piratata dal prof...
Tutto questo quando basterebbe utilizzare l'open-source. E chi prova a
portarlo nelle università sbatte contro un muro e non si sa perchè

Pietro d'Orio

Il 28/04/2011 21:53, silvio grosso ha scritto:

> Salve a tutti,
>
> Oggi leggendo una nota rivista informatica ho trovato alcuni dati sconcertanti sulla pirateria del software in Italia.
>
> Dai dati illustrati risulta che, in Europa, siamo secondi "solo" alla Grecia in quanto a software piratato...
> Sembrerebbe che da noi, addirittura il 49% del software installato, sia illegale.
>
> Per chi e' interessato ho trovato un breve articolo in pdf da scaricare con alcuni dati aggiuntivi:
> portal.bsa.org/piracyimpact2010/cps/cp_italy_italian.pdf
>
> Io sono convinto che uno dei motivi per cui il Software Open Source GIS fatica ad affermarsi in Italia sia proprio dovuto all'alto tasso di pirateria...
>
> L'argomento e' molto complesso ed articolato.
> Secondo me, il ragionamento *demenziale* sottinteso potrebbe essere:
> perche' mi dovrei "sforzare" ad imparare ad utilizzare un software open source quando posso scaricare, "gratis", un software commerciale proprietario...
>
> Cordiali saluti
>
> Silvio Grosso
>
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Re: Software e pirateria in Italia

Luca Morandini
In reply to this post by Silvio Grosso
On 04/28/2011 09:53 PM, silvio grosso wrote:
> Salve a tutti,
>
> Oggi leggendo una nota rivista informatica ho trovato alcuni dati sconcertanti
> sulla pirateria del software in Italia.
>
> Dai dati illustrati risulta che, in Europa, siamo secondi "solo" alla Grecia in
> quanto a software piratato... Sembrerebbe che da noi, addirittura il 49% del
> software installato, sia illegale.

Situazione comune ad altre nazioni meno sviluppate. Girando il mondo ho notato lo
stesso fenomeno dall'Albania alla Mongolia, purtroppo.


> Io sono convinto che uno dei motivi per cui il Software Open Source GIS fatica
> ad affermarsi in Italia sia proprio dovuto all'alto tasso di pirateria...
>
> L'argomento e' molto complesso ed articolato. Secondo me, il ragionamento
> *demenziale* sottinteso potrebbe essere: perche' mi dovrei "sforzare" ad
> imparare ad utilizzare un software open source quando posso scaricare,
> "gratis", un software commerciale proprietario...

E così, e non solo in Italia. Nella tipica installazione GIS dei paesi in via di
sviluppo trovi: software proprietario obsoleto donato qualche anno prima da un
progetto internazionale, copie pirata dello stesso software di versioni più
aggiornate, copie pirata di altro software... e gli impieagti che non sanno più
dove sbattere la testa.

Sono 10 anni che spingo sul software open source in progetti di assistenza
tecnica, e qualche risultato lo ho ottenutp.
Paradossalmente, qualche volta è la poca competenza di chi scrive i termini di
riferimento dei progetti ad aiutare: se non mettono nel budget l'acquisto di
licenze software, non rimane altra scelta che l'open-source ;)

Saluti,

Luca Morandini
http://www.lucamorandini.it
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Re: Software e pirateria in Italia

Giovanni Manghi
In reply to this post by PietroR3
On Fri, 2011-04-29 at 09:00 +0200, Pietro d'Orio wrote:
> La cosa inizia già in ambito accademico... Laboratori GIS su ArcMap, e
> gli studenti per imparare si fanno passare una licenza piratata dal prof...
> Tutto questo quando basterebbe utilizzare l'open-source. E chi prova a
> portarlo nelle università sbatte contro un muro e non si sa perchè

Io ho testimoniato di un Professore (collaboratore ESRI) *insegnare* a
piratare arcgis/arcinfo ad una intera classe di studenti di un master
durante la prima mattina di un corso intensivo di 6 giorni (non in
Italia, ma sempre in Europa).

Saluti

-- Giovanni --

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Re: Software e pirateria in Italia

Sandro Santilli
On Fri, Apr 29, 2011 at 08:53:53AM +0100, Giovanni Manghi wrote:

> Io ho testimoniato di un Professore (collaboratore ESRI) *insegnare* a
> piratare arcgis/arcinfo ad una intera classe di studenti di un master
> durante la prima mattina di un corso intensivo di 6 giorni (non in
> Italia, ma sempre in Europa).

Io mi ricordo da piccolo che si parlava di gente che metteva la droga
sugli angoli delle pagine dei libretti distribuiti fuori da scuola,
cosi' che leccandosi il dito per girarle ci si rimaneva coinvolti...
Le scuole sono sempre stati posti pericolosi :)

--strk;

  ()   Free GIS & Flash consultant/developer
  /\   http://strk.keybit.net/services.html
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Re: Software e pirateria in Italia

a.furieri
In reply to this post by PietroR3
On Fri, 29 Apr 2011 09:00:24 +0200, Pietro d'Orio wrote
> La cosa inizia già in ambito accademico... Laboratori GIS su ArcMap,
>  e gli studenti per imparare si fanno passare una licenza piratata
> dal prof...

Il 28/04/2011 21:53, silvio grosso ha scritto:
> Io sono convinto che uno dei motivi per cui il Software Open
> Source GIS fatica ad affermarsi in Italia sia proprio dovuto
> all'alto tasso di pirateria...
>

sicuramente il sw pirata rappresenta una pericolosa
concorrenza sleale per il sw libero.
ancor più che per il sw proprietario: in fondo chi
si installa una copia craccata prima o poi finirà
inevitabilmente con l'acquistare una licenza regolare.

insomma, è vero che la pirateria nuoce agli incassi
sul breve termine, ma aiuta sicuramente ad allargare
la base di utenza ed a conquistare l'egemonia sul
mercato.
chissà, forse nelle segrete stanze qualche amministratore
delegato più lungimirante si frega compiaciuto le mani
ogni volta che misura il numero di installazioni pirata
che ha al giro per il mondo: in fondo sono un bel serbatoio
da spremere per il futuro, no ?

perchè in Italia la pirateria è diffusa in modo così
tanto abnorme rispetto agli altri paesi avanzati ?
IMHO c'entra molto il basso livello di legalità
e di rispetto delle regole sociali che permea
diffusamente la nostra cultura nazionale (comunque,
"noi siamo più furbi").

sarà una mera coincidenza, ma questo è anche il
paese in cui gli evasori fiscali "bisogna capirli,
perchè in fondo hanno ragione", e chi commette abusi
edilizi e/o ambientali lo fa "per necessità", tanto
prima o poi arriva qualche condono o sanatoria :-P

perchè il sw pirata è così diffuso in ambito GIS
(e questo non solo in Italia) ?
qua la risposta credo sia più facile e diretta:
perchè la vasta maggioranza degli utenti di questa
specifica categoria di SW (così di nicchia, così
ultra-specialistico) è rappresentata da tecnici
e professionisti di tutt'altre discipline che hanno
un approccio meramente strumentale con l'informatica.

non possono fare a meno di usarla, ma rifiutano
di capirla; spesso la guardano un po' in cagnesco,
perchè li obbliga comunque a confrontarsi con
problemi che invece potendo preferirebbero ignorare.
e se questo è vero per le tecnologie informatiche
di per se, figuriamoci per quanto riguarda i loro
processi di produzione e commercializzazione.

ergo: perchè faticare per intraprendere una dolorosa
migrazione su sw libero, quando invece è così facile
craccare qualche copia pirata di qualcosa che so già
usare perfettamente, magari perchè è l'unica cosa
che mi hanno fatto conoscere all'università ?

ciao Sandro
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Re: Software e pirateria in Italia

amefad
In reply to this post by PietroR3


2011/4/29 Pietro d'Orio <[hidden email]>
La cosa inizia già in ambito accademico... Laboratori GIS su ArcMap, e gli studenti per imparare si fanno passare una licenza piratata dal prof...
Tutto questo quando basterebbe utilizzare l'open-source. E chi prova a portarlo nelle università sbatte contro un muro e non si sa perchè
Eccco qui forse si può fare una qualche azione come GFOSS.it...  nel mio corso di laurea i docenti distribuiscono sw opensource, ma forse in altri corsi non è così.
Mi pare chiaro che andando avanti nel tempo si chiederanno conoscenze GIS anche ai futuri Geometri: quello mi sembra un ambito colonizzabile dal software GFOSS

amefad


P.S. l'analogia stupefacenti-sw proprietario, particolarmente calzante, è frutto di strk in una discussione di qualche tempo fa..


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Re: Software e pirateria in Italia

Iacopo Zetti-2
In reply to this post by Silvio Grosso
On Fri, Apr 29, 2011 at 08:53:53AM +0100, Giovanni Manghi wrote:

> > Io ho testimoniato di un Professore (collaboratore ESRI) *insegnare* a
> > piratare arcgis/arcinfo ad una intera classe di studenti di un master
> > durante la prima mattina di un corso intensivo di 6 giorni (non in
> > Italia, ma sempre in Europa).

Appunto. Le università sono fondamentali per vendere il software. Non agli
studenti che non spendono i 5.000 che qualcuno diceva, ma una percentuale
di quegli studenti diventerà un professionista o andrà a lavorare per una
ditta o amministrazione e comprerà una o più licenze ufficiali in quel
momento, magari non sospettando nemmeno che potrebbe farne a meno usando
software OS (vale per i gis, ma sopratutto serve a rispondere alla domanda
perché c'è ancora qualcuno che paga per usare win in un normale ufficio
cosa che proprio non riesco a capire altrimenti).
Non è che i rivenditori ufficiali, che magari ti vendono 5 licenze e poi
il giorno che vengono ad illustrarti un upgrade vedono 30 computer accesi,
non lo sappiano. Semplicemente gli costa meno che convincere quei 30
studenti/professionisti che vale la pena o è essenziale spendere quei
5.000.
Ma mentre non ho niente da chiedere al rivenditore, non sperando in una
risposta, la domanda che vorrei fare a chi insegna o organizza la
didattica in un istituto pubblico è se gli pare etico o solo ragionevole
chiedere "ufficialmente" ad uno studente di spendere quelle cifre o
renderlo dipendente da un reato per laurearsi.

Saluti a tutti

Iacopo Zetti


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Re: Software e pirateria in Italia

Maurizio Napolitano-2
In reply to this post by Silvio Grosso
Il 28/04/2011 21:53, silvio grosso ha scritto:
> Salve a tutti,
>
> Oggi leggendo una nota rivista informatica ho trovato alcuni dati sconcertanti sulla pirateria del software in Italia.

IMHO: niente di nuovo

> Dai dati illustrati risulta che, in Europa, siamo secondi "solo" alla Grecia in quanto a software piratato...
> Sembrerebbe che da noi, addirittura il 49% del software installato, sia illegale.

Questo gia' piu' interessante, ero rimasto che qualche anno fa al top
c'era la russia ...

> Per chi e' interessato ho trovato un breve articolo in pdf da scaricare con alcuni dati aggiuntivi:
> portal.bsa.org/piracyimpact2010/cps/cp_italy_italian.pdf
>
> Io sono convinto che uno dei motivi per cui il Software Open Source GIS fatica ad affermarsi in Italia sia proprio dovuto all'alto tasso di pirateria...

Secondo me quello che dici e' generalizzabile a qualsiasi categoria di
software, tant'è che ti suggerisco di iscriverti alla ML discussioni di
ASSOLI o di qualsiasi Linux User Group per affrontare a fondo il tema.
Quello che ritengo sia fondamentale e' educare alla consapevolezza delle
conseguenze del creare/utilizzare software.
Molto spesso il problema e' l'UTONTO che fa discorsi come
"il software open source e' gratuito e fa schifo"
"intanto con torrent/emule/blablabla ho quello che voglio"
Sono tutte considerazioni molto deboli, che lo diventano solo se si fa
cultura sul tema.
Nelle strutture organizzative sociali questo ruolo e' dato a chi fa
educazione e ... alle associazioni.

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Re: Software e pirateria in Italia

pcav
In reply to this post by amefad
Il giorno ven, 29/04/2011 alle 10.23 +0200, Amedeo Fadini ha scritto:
> Eccco qui forse si può fare una qualche azione come GFOSS.it...  nel
> mio corso di laurea i docenti distribuiscono sw opensource, ma forse
> in altri corsi non è così.

Possiamo fare una iniziativa come GFOSS.it:
- comunicato stampa
- comunicato a tutto le universita'.
Il tutto in questo momento di crisi mi pare estremamente appropriato.
La cosa e' semplice: chi vuole apre una pagina sul wiki, e quando il
comunicato e' pronto lo inviamo ufficialmente a tutti i soggetti
coinvolti. Come al solito: un volontario che si renda responsabile di
questo?
Saluti.
--
Paolo Cavallini: http://www.faunalia.it/pc

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Re: Software e pirateria in Italia

claudio-3-3
In reply to this post by a.furieri
Condivido pienamente quanto detto!
e nel mio piccolo posso dire che è da un paio di anni che a Venezia (in ambito master) usiamo sw open source gis come gvsig, sextante, grass e qgis. Ciò vale per gran parte dei moduli didattici. Credo che anche all'uni di Pisa si sia avviato un processo di innovazione culturale dal punto di vista sw.

le soluzioni gis open source ci sono e sono validissime, dunque si può fare benissimo didattica :-)

Claudio

Il giorno 29/apr/2011, alle ore 10.23, [hidden email] ha scritto:

> On Fri, 29 Apr 2011 09:00:24 +0200, Pietro d'Orio wrote
>> La cosa inizia già in ambito accademico... Laboratori GIS su ArcMap,
>> e gli studenti per imparare si fanno passare una licenza piratata
>> dal prof...
>
> Il 28/04/2011 21:53, silvio grosso ha scritto:
>> Io sono convinto che uno dei motivi per cui il Software Open
>> Source GIS fatica ad affermarsi in Italia sia proprio dovuto
>> all'alto tasso di pirateria...
>>
>
> sicuramente il sw pirata rappresenta una pericolosa
> concorrenza sleale per il sw libero.
> ancor più che per il sw proprietario: in fondo chi
> si installa una copia craccata prima o poi finirà
> inevitabilmente con l'acquistare una licenza regolare.
>
> insomma, è vero che la pirateria nuoce agli incassi
> sul breve termine, ma aiuta sicuramente ad allargare
> la base di utenza ed a conquistare l'egemonia sul
> mercato.
> chissà, forse nelle segrete stanze qualche amministratore
> delegato più lungimirante si frega compiaciuto le mani
> ogni volta che misura il numero di installazioni pirata
> che ha al giro per il mondo: in fondo sono un bel serbatoio
> da spremere per il futuro, no ?
>
> perchè in Italia la pirateria è diffusa in modo così
> tanto abnorme rispetto agli altri paesi avanzati ?
> IMHO c'entra molto il basso livello di legalità
> e di rispetto delle regole sociali che permea
> diffusamente la nostra cultura nazionale (comunque,
> "noi siamo più furbi").
>
> sarà una mera coincidenza, ma questo è anche il
> paese in cui gli evasori fiscali "bisogna capirli,
> perchè in fondo hanno ragione", e chi commette abusi
> edilizi e/o ambientali lo fa "per necessità", tanto
> prima o poi arriva qualche condono o sanatoria :-P
>
> perchè il sw pirata è così diffuso in ambito GIS
> (e questo non solo in Italia) ?
> qua la risposta credo sia più facile e diretta:
> perchè la vasta maggioranza degli utenti di questa
> specifica categoria di SW (così di nicchia, così
> ultra-specialistico) è rappresentata da tecnici
> e professionisti di tutt'altre discipline che hanno
> un approccio meramente strumentale con l'informatica.
>
> non possono fare a meno di usarla, ma rifiutano
> di capirla; spesso la guardano un po' in cagnesco,
> perchè li obbliga comunque a confrontarsi con
> problemi che invece potendo preferirebbero ignorare.
> e se questo è vero per le tecnologie informatiche
> di per se, figuriamoci per quanto riguarda i loro
> processi di produzione e commercializzazione.
>
> ergo: perchè faticare per intraprendere una dolorosa
> migrazione su sw libero, quando invece è così facile
> craccare qualche copia pirata di qualcosa che so già
> usare perfettamente, magari perchè è l'unica cosa
> che mi hanno fatto conoscere all'università ?
>
> ciao Sandro
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Re: Software e pirateria in Italia

pcav
Il giorno ven, 29/04/2011 alle 15.41 +0200, Claudio ha scritto:
> Condivido pienamente quanto detto!
> e nel mio piccolo posso dire che è da un paio di anni che a Venezia (in ambito master) usiamo sw open source gis come gvsig, sextante, grass e qgis. Ciò vale per gran parte dei moduli didattici. Credo che anche all'uni di Pisa si sia avviato un processo di innovazione culturale dal punto di vista sw.
>
> le soluzioni gis open source ci sono e sono validissime, dunque si può fare benissimo didattica :-)

Ottime notizie, grazie. Posso chiedere a tutti, e specialmente ai
docenti e agli studenti, di farci sapere dove vengono usati, quali sw,
quali sono i motivi che hanno portato alla scelta, quali i problemi e i
vantaggi riscontrati?
Sarebbe bello che gli accademici della comunita' ci dessero una mappa
dell'adozione di GFOSS.
Saluti.
--
Paolo Cavallini: http://www.faunalia.it/pc

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Re: Software e pirateria in Italia

Gabriela Osaci Costache
Ciao!

Sono docente universitaria all'Università di Bucarest, Facoltà di Geografia (Romania) e utilizzo sia in ambito master sia per gli studenti della facoltà di tre anni (sistema Bologna) alcuni programmi Open Source: QGIS, GRASS, gvSIG, Sextante, GIMP, Inkscape, OpenOffice e LibreOffice. Aggiungerei altri due programmi liberi di cartografia: Philcarto e Phildigit realizzati e distribuiti gratuitamente dal prof. Philippe Waniez di Bordeaux (Francia) sul suo sito.
Ho scelto i programmi Open Source dopo la conferenza ASITA svolta all'Aquila (grazie, GFOSS!!) perché ho visto i loro vantaggi. Inoltre, io e i miei studenti viviamo in un Paese abbastanza povero, dove le possibilità finanziarie di comprare i programmi è limitata... e non mi piace rubare (voglio dire usare un programma senza una licenza valida). Usando i programmi Open Source, gli studenti possono imparare senza rubare i programmi proprietari.

Altri miei colleghi utilizzano per le loro lezioni di informatica o GIS il sistema operativo Ubuntu e l'hanno installato su tutti i computer della facoltà. Così, molti studenti sono passati a Ubuntu. Io sono rimasta a Windows...

Dunque, un altro punto sulla mappa: Bucarest.

Gabriela


Da: Paolo Cavallini <[hidden email]>
A: Claudio <[hidden email]>
Cc: silvio grosso <[hidden email]>; [hidden email]
Inviato: Venerdì 29 Aprile 2011 19:41
Oggetto: Re: [Gfoss] Software e pirateria in Italia

Il giorno ven, 29/04/2011 alle 15.41 +0200, Claudio ha scritto:
> Condivido pienamente quanto detto!
> e nel mio piccolo posso dire che è da un paio di anni che a Venezia (in ambito master) usiamo sw open source gis come gvsig, sextante, grass e qgis. Ciò vale per gran parte dei moduli didattici. Credo che anche all'uni di Pisa si sia avviato un processo di innovazione culturale dal punto di vista sw.
>
> le soluzioni gis open source ci sono e sono validissime, dunque si può fare benissimo didattica :-)

Ottime notizie, grazie. Posso chiedere a tutti, e specialmente ai
docenti e agli studenti, di farci sapere dove vengono usati, quali sw,
quali sono i motivi che hanno portato alla scelta, quali i problemi e i
vantaggi riscontrati?
Sarebbe bello che gli accademici della comunita' ci dessero una mappa
dell'adozione di GFOSS.
Saluti.
--
Paolo Cavallini: http://www.faunalia.it/pc

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Re: Software e pirateria in Italia

andrea giacomelli-2
In reply to this post by pcav
c'era una volta anche lo ECDL per QGIS...

ciao!

a.

Il giorno 29 aprile 2011 18:41, Paolo Cavallini <[hidden email]> ha scritto:
Il giorno ven, 29/04/2011 alle 15.41 +0200, Claudio ha scritto:
> Condivido pienamente quanto detto!
> e nel mio piccolo posso dire che è da un paio di anni che a Venezia (in ambito master) usiamo sw open source gis come gvsig, sextante, grass e qgis. Ciò vale per gran parte dei moduli didattici. Credo che anche all'uni di Pisa si sia avviato un processo di innovazione culturale dal punto di vista sw.
>
> le soluzioni gis open source ci sono e sono validissime, dunque si può fare benissimo didattica :-)

Ottime notizie, grazie. Posso chiedere a tutti, e specialmente ai
docenti e agli studenti, di farci sapere dove vengono usati, quali sw,
quali sono i motivi che hanno portato alla scelta, quali i problemi e i
vantaggi riscontrati?
Sarebbe bello che gli accademici della comunita' ci dessero una mappa
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Saluti.
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Re: Software e pirateria in Italia

pcav
In reply to this post by andrea giacomelli-2
Il giorno ven, 29/04/2011 alle 07.36 +0200, andrea giacomelli ha
scritto:

> inoltre: butto lì una cosa da 29 aprile qualsiasi, ci sono "vizi" nel
> mercato del sw libero che non facilitano il compito di una più
> corretta informazione degli utenti finali e quindi non favoriscono
> processi di migrazione ?

Per come la vedo io, il problema principale e' che nel sw libero c'e'
poco incentivo (poche risorse) per fare informazione commerciale
intensa. Non dimentichiamoci del fatto che buona parte di quanto si paga
in licenze va a finire in questo.
Saluti.
--
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Re: Software e pirateria in Italia

claudio-3-3
Pur essendo un semplice docente a contratto, posso confermare che usare sw libero in ambito accademico è fondamentale e vi spiego i perché (almeno i miei)...
- dai la possibilità agli studenti di esercitarsi a casa senza alcun limite di tempo (vedi licenze temporanee)
- in molti sw OS gli algoritmi ti forniscono una scelta sui metodi di calcolo (differenze finite di primo, secondo...ordine) e invitano lo studente a "studiare" la teoria GIS.
- ci si muove nella legalità!
- molte soluzioni sono cross platform (come java che gira anche sulle caffettiere...come mi ha detto il Presidente a Udine :-)) ...anche se ciò non è sempre vero se ti muovi in ambiente win....
- non costano nulla agli enti accademici..cosa che oggi come oggi credo sia un gran punto di valore.

Detto ciò, posso dire che il riferimento era al Master sit di Venezia dove (almeno per il modulo GIS e per gli altri che, in parte, conosco) si erogano i corsi con il supporto di:
DB: Postgresql e Postgis e qgis
GIS: gvSIG + sextante + GRASS + geoserver e la prima ora di lezione la spendo per alcune slide sul mondo open source e free sw :-)
WEB: OpenLayers e Geoserver

Inoltre, nel modulo gis cerco di concentrarmi sulle procedure gis piuttosto che sul mero uso del sw. Oggi si ha la possibilità di scegliere lo strumento più idoneo alle proprie esigenze di uso e di sviluppo e scegliere una soluzione rispetto che un'altra non è questione di din dini.

Unico problema riscontrato...indovinate con quali SO......


.....WIn
ma anche questi si risolvono agilmente ;-)

Claudio




Il giorno 29/apr/2011, alle ore 19.43, Paolo Cavallini ha scritto:

> Il giorno ven, 29/04/2011 alle 07.36 +0200, andrea giacomelli ha
> scritto:
>
>> inoltre: butto lì una cosa da 29 aprile qualsiasi, ci sono "vizi" nel
>> mercato del sw libero che non facilitano il compito di una più
>> corretta informazione degli utenti finali e quindi non favoriscono
>> processi di migrazione ?
>
> Per come la vedo io, il problema principale e' che nel sw libero c'e'
> poco incentivo (poche risorse) per fare informazione commerciale
> intensa. Non dimentichiamoci del fatto che buona parte di quanto si paga
> in licenze va a finire in questo.
> Saluti.
> --
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Re: Software e pirateria in Italia

PietroR3
In reply to this post by pcav
Il 29/04/2011 18:41, Paolo Cavallini ha scritto:
> Ottime notizie, grazie. Posso chiedere a tutti, e specialmente ai
> docenti e agli studenti, di farci sapere dove vengono usati, quali sw,
> quali sono i motivi che hanno portato alla scelta, quali i problemi e i
> vantaggi riscontrati?
> Sarebbe bello che gli accademici della comunita' ci dessero una mappa
> dell'adozione di GFOSS.
> Saluti.

Quando frequentavo l'università i software utilizzati erano ArcMap 3 e 9
per il laboratorio GIS, il motivo della scelta era semplicemente che
questi erano sempre stati i programmi utilizzati. In altri esami
utilizzavamo ENVI per l'analisi di dati raster. Il motivo di questa
scelta era probabilmente il fatto che il professore utilizzava questo
strumento al lavoro e lo conosceva molto bene. Neanche l'ombra di un sw.
open source, con tutti i problemi del caso: come sapete per imparare a
utilizzare i desktop gis inizialmente bisogna utilizzarli quasi
quotidianamente per capirli, tra studenti eravamo costretti a procurarci
a nostro modo i sw e in alcuni casi erano i professori a passarci delle
licenze sotto banco. Quando gli si proponeva la soluzione open source
(al tempo rispettivamente Qgis e GRASS) ci veniva risposto che non erano
all'altezza.
L'ultimo anno ho tentato di riproporre insistentemente l'utilizzo dei
sw. open source, spiegando ai docenti che questi applicativi avevano
ormai se non raggiunto, addirittura superato i più famosi prodotti
proprietari. La cosa più importante però sarebbe stata la facilità e la
semplicità con cui studenti e docenti avrebbero potuto procurarsi un
ambiente didattico comune, efficiente e soprattutto non piratato.
Convinsi alcuni docenti ma il preside di facoltà che (posso permettermi
di dire) non aveva nessuna competenza GIS in quanto la sua materia è
nell'ambito della geografia umana, stroncò il tutto dicendo che si
doveva utilizzare ArcMap senza dare alcuna motivazione.

Pietro d'Orio
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Re: Software e pirateria in Italia

mando
Beh, ma quando è il ministero stesso che mi viene a dire che vorrebbero utilizzare come GIS per la regione arcGis perchè si può cracckare facilmente...a sem a post......

E' la cultura di fondo che è difficile sradicare: la gente preferisce scaricare infiniti files da emule per crackare photoshop piuttosto che usare GIMP in base all'equazione: sw proprietario : qualità = sw FOSS : prodotto dilettantistico.....è quello che mi sento sempre più ripetere....

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