appello dei traduttori

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appello dei traduttori

Matteo Ghetta
Appello dei traduttori
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Da anni ormai l'interfaccia di QGIS è tradotta al 100% e questo (da sempre) grazie a un pugno di volontari che dedicano il loro tempo libero a questa causa.
Come sapete, da diverso tempo ormai QGIS si sta muovendo a dei ritmi molto sostenuti, con rilasci di nuove versioni ogni 4 mesi circa.
Ogni versione porta con se molti cambiamenti sia nell'interfaccia grafica (in questa ultima versione sono moltissime le stringhe di Processing ad essere state tradotte), ma soprattutto a livello di manualistica.
L'aggiornamento del manuale (in inglese) riesce ad andare di pari passo con le versioni (eccetto per la 2.4), le traduzioni invece no (siamo fermi intorno al 60% della versione 2.4).
A questo ritmo si rischia davvero di rimanere molto indietro e sarebbe un vero peccato visti gli sforzi fatti finora.
Recentemente in lista è stata sollevata la questione del disinteresse generale alla traduzione, non solo di QGIS, ma di molti altri software.

Dispiace davvero perché l'utilizzo di questi software è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni, ma gli investimenti fatti sembrano essere inversamente proporzionali all'utilizzo.
E questo è davvero un peccato.
Basterebbe un investimento di poche centinaia di euro da parte di coloro che ogni giorno utilizzano questi programmi risparmiando migliaia e migliaia di euro all'anno per continuare a garantire il loro funzionamento e miglioramento.

C'è qualche interesse a investire in questa direzione? L'associazione ha voglia di prendersi carico di fare da tramite fra investitori e volontari?

Saluti

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Re: appello dei traduttori

geodrinx
Salve,

> Recentemente in lista è stata sollevata la questione del disinteresse generale alla traduzione, non solo di QGIS, ma di molti altri software.

Non si tratta di disinteresse, ma di semplice mancanza di tempo.

E non si tratta di una questione di soldi.

Nessuno può mettersi a tradurre il testo di un romanzo, mentre lo scrittore lo sta scrivendo.
QUISiamo alla necessità di cercare traduttori simultanei  :)


>
> Dispiace davvero perché l'utilizzo di questi software è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni, ma gli investimenti fatti sembrano essere inversamente proporzionali all'utilizzo.

L'investimento è quello fatto implicitamente dalla comunità degli sviluppatori che regalano il loro tempo e ricevono un programma funzionante da utilizzare.
Se un Esquimese necessita della traduzione nella sua lingua, provveda da solo a farsela.  Mi sembra pretestuoso fare una raccolta fondi per trovare traduttori in esquimese.

:)

Io posso tradurre in italiano il manuale pyQGIS.  Mi interessa, lo faccio.
Ma non conosco l'esquimese ;)

Ciao
Roberto

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Re: appello dei traduttori

stefano campus
Administrator
Geo DrinX wrote
Se un Esquimese necessita della traduzione nella sua lingua, provveda da solo a farsela.  Mi sembra pretestuoso fare una raccolta fondi per trovare traduttori in esquimese.
ma se uno sviluppatore esquimese che conosce benissimo anche l'inglese perchè dovrebbe farsi carico di tradurlo in esquimese quando la versione originale per lui è perfettamente comprensibile?
semplice: perchè se si allarga la platea degli utenti che conoscono solo l'esquimese e si trovano il software nella propria lingua, potrebbe essere questo un volano per sviluppi consulenze ecc...

s.
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Re: appello dei traduttori

stefano campus
Administrator
molti colleghi mi hanno detto che sono disposti ad imparare ad usare il software perchè è in italiano.
arcview 3.x non era in italiano e questo ha ostacolato non poco la diffusione della cultura gis nella pa.

s.
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Re: appello dei traduttori

Sieradz
In reply to this post by geodrinx
In effetti è un bel dilemma: investire risorse per offrire ai propri connazionali un Qgis nella propria lingua, o usare quelle stesse risorse per debuggare in tempo reale un'unica versione in inglese?

La prima opzione permette di diffondere un prodotto immaturo verso un pubblico più vasto, mentre la seconda produce un software più stabile ma per pochi eletti.

Da tecnico, personalmente opterei per la seconda...
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Re: appello dei traduttori

Stefano Iacovella

Il giorno 12 marzo 2015 10:33, Sieradz <[hidden email]> ha scritto:
La prima opzione permette di diffondere un prodotto immaturo verso un
pubblico più vasto, mentre la seconda produce un software più stabile ma per
pochi eletti.

Pochi eletti?
Con il massimo rispetto verso chi offre il suo tempo per tradurre QGis mi pare onestamente un problema sopravvalutato. Non si tratta di affrontare un interfaccia così ardua.

Anche la ipotetica resistenza rispetto all'adozione di questi strumenti perché in lingua inglese mi pare un pretesto più che un problema effettivo. Gli stessi uffici della PA hanno usato e continuano ad usare il software di ESRI, per citare un caso ma non certo l'unico, che ha un lungo e approfondito help disponibile unicamente nella lingua inglese.

Stefano

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Re: appello dei traduttori

stefano campus
Administrator
Stefano Iacovella wrote
Anche la ipotetica resistenza rispetto all'adozione di questi strumenti
perché in lingua inglese mi pare un pretesto più che un problema effettivo.
Gli stessi uffici della PA hanno usato e continuano ad usare il software di
ESRI, per citare un caso ma non certo l'unico, che ha un lungo e
approfondito help disponibile unicamente nella lingua inglese.
esattamente! spesso è un pretesto però è anche vero che la diffusione che stanno avendo i software GFOS sta provocando una penetrazione anche in settori della pa non solamente super-tecnici.
ecco che l'interfaccia in italiano rimuove obiezioni "psicologiche" sulla difficoltà di imparare questi strumenti.

poi, a dire il vero, io preferisco usare la GUI di qgis in inglese :-D

s.
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Re: appello dei traduttori

Gabriela Osaci Costache
In reply to this post by stefano campus
>Da: stefano campus <[hidden email]>

>molti colleghi mi hanno detto che sono disposti ad imparare ad usare il
>software perchè è in italiano.

Concordo. Anch'io ho imparato QGIS perché era in italiano. Esistono (ancora...) tante lingue, non solo l'inglese ;-)

Per me è importante che sia tradotto in italiano... e non sono italiana (purtroppo), ma amo tanto la vostra lingua :-))

Si possono fare donazioni, come l'anno scorso?

Saluti,
Gabriela

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Re: appello dei traduttori

Stefano Iacovella
In reply to this post by stefano campus

Il giorno 12 marzo 2015 10:57, stefano campus <[hidden email]> ha scritto:
esattamente! spesso è un pretesto però è anche vero che la diffusione che
stanno avendo i software GFOS sta provocando una penetrazione anche in
settori della pa non solamente super-tecnici.
ecco che l'interfaccia in italiano rimuove obiezioni "psicologiche" sulla
difficoltà di imparare questi strumenti.

Non sono convinto. Nel senso che mi pare assai più difficile e impegnativo capire realmente il significato di un tool o un elemento dell'interfaccia che non affrontare la sua traduzione.
Paradossalmente si potrebbe portare il ragionamento all'estremo che la traduzione disincentivi la reale comprensione :-D

Comunque non reputo certo un male l'esistenza di interfaccia ed help in Italiano, è solo una questione di priorità.

Stefano


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Re: appello dei traduttori

nformica
In reply to this post by Sieradz
Premesso che ho un profondo apprezzamento per il lavoro dei traduttori, mi associo al tuo parere !
Dovendo scegliere tra impiegare  tempo e risorse per debuggare il SW o per tradurre, preferisco la prima ipotesi !
..... e poi diciamocelo: oggigiorno, non leggere\parlare almeno l'Inglese è davvero penalizzante !!
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Re: appello dei traduttori

stefano campus
Administrator
nformica wrote
Dovendo scegliere tra impiegare  tempo e risorse per debuggare il SW o per tradurre, preferisco la prima ipotesi !
io non so neanche scrivere "hello world!" in quickbasic (esiste ancora?)
credo che la forza di un progetto open consista in:
- sviluppatori
- utenti che segnalano errori e non semplicemente si lamentano
- utenti che "stressano" il programma trovando casi d'uso che sfuggono allo sviluppatore
- traduttori
- finanziatori "cash"

non so se dimentico qualcosa...

in ogni caso, quello che voglio dire è che ridurre un progetto di sw open alla sola componente "sviluppo" è per mio conto riduttivo

s.
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Re: appello dei traduttori

Sieradz
In reply to this post by nformica
Poi c'è un altro paradosso, tutto italiota.

Io ufficio tecnico di Canicattì pretendo Qgis in italiano, sennò manco mi metto a studiare un nuovo strumento.

Però io sono lo stesso che fino a ieri pescavo ARCxxx (in inglese!!) dal Torrente...

È una questione di mentalità chiusa, da parte dell'utenza, e questa non si smantella facilmente :(
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Re: appello dei traduttori

pigreco
.... un GROSSO problema italiota è che con i sw OS se accadesse un imprevisto, come il mio che ho installato la Wien in una amministrazione comunale e mi si blocca di continuo e non mi fa lavorare, a chi ci si rivolge? poi la Wien è appena uscita e non vi è nulla in rete che mi possa aiutare....  

comunque W sempre OS e QGIS!!!!  

Il giorno 12 marzo 2015 12:38, Sieradz <[hidden email]> ha scritto:
Poi c'è un altro paradosso, tutto italiota.

Io ufficio tecnico di Canicattì pretendo Qgis in italiano, sennò manco mi
metto a studiare un nuovo strumento.

Però io sono lo stesso che fino a ieri pescavo ARCxxx (in inglese!!) dal
Torrente...

È una questione di mentalità chiusa, da parte dell'utenza, e questa non si
smantella facilmente :(



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Salvatore Fiandaca
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Re: appello dei traduttori

Luca Delucchi
In reply to this post by Matteo Ghetta
2015-03-12 8:51 GMT+01:00 Matteo Ghetta <[hidden email]>:

>
> Dispiace davvero perché l'utilizzo di questi software è aumentato in maniera
> esponenziale negli ultimi anni, ma gli investimenti fatti sembrano essere
> inversamente proporzionali all'utilizzo.
> E questo è davvero un peccato.

un peccato per i software che vivono prevalentemente grazie agli
investimenti. per fortuna ce ne sono ancora molti che vivono di
"volontariato" o di sfruttamento massimo delle energie a disposizione
(nel senso che i programmatori non sono pagati proprio per sviluppare
quel determinato software ma riesco a far ricadere quest'attività
nelle loro attività istituzionali)

> C'è qualche interesse a investire in questa direzione? L'associazione ha
> voglia di prendersi carico di fare da tramite fra investitori e volontari?
>

Per quanto mi riguarda (parere ovviamente personale) l'unica cosa
possibile che vedo gestibile dall'associazione è l'organizzazione di
una/due giornate dove si riuniscono sviluppatori, traduttori e utenti
per migliorare la traduzione di software/progetti GFOSS
L'associazione potrebbe raccogliere le donazioni degli sponsor e poi
rimborsare i partecipanti in base alle donazioni raccolte.

Non so quanti soldi si potrebbero tirare su con una cosa del genere,
ma così a spanne se arriviamo a 1000 € sarebbe già un successo. Con
1000 € quante persone potremmo rimborsare? e per che cifra?

Io continuo a pensare che l'attività di traduzione dev'essere
un'attività volontaristica (cosa che faccio ormai da anni) e gli
utenti devono vederla come una sorta di finanziamento al software che
utilizzano.

> Saluti
>


--
ciao
Luca

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Re: appello dei traduttori

Luca Delucchi
In reply to this post by stefano campus
2015-03-12 10:30 GMT+01:00 stefano campus <[hidden email]>:

> Geo DrinX wrote
>> Se un Esquimese necessita della traduzione nella sua lingua, provveda da
>> solo a farsela.  Mi sembra pretestuoso fare una raccolta fondi per trovare
>> traduttori in esquimese.
>
> ma se uno sviluppatore esquimese che conosce benissimo anche l'inglese
> perchè dovrebbe farsi carico di tradurlo in esquimese quando la versione
> originale per lui è perfettamente comprensibile?
> semplice: perchè se si allarga la platea degli utenti che conoscono solo
> l'esquimese e si trovano il software nella propria lingua, potrebbe essere
> questo un volano per sviluppi consulenze ecc...
>

questa affermazione è vera, però in teoria lo sviluppatore dovrebbe
sviluppare e non tradurre ;-)
Non facciamo passare l'idea che lo sviluppatore deve anche fare il
traduttore....

> s.
>


--
ciao
Luca

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Re: appello dei traduttori

Luca Delucchi
In reply to this post by Sieradz
2015-03-12 10:33 GMT+01:00 Sieradz <[hidden email]>:

> In effetti è un bel dilemma: investire risorse per offrire ai propri
> connazionali un Qgis nella propria lingua, o usare quelle stesse risorse per
> debuggare in tempo reale un'unica versione in inglese?
>
> La prima opzione permette di diffondere un prodotto immaturo verso un
> pubblico più vasto, mentre la seconda produce un software più stabile ma per
> pochi eletti.
>
> Da tecnico, personalmente opterei per la seconda...
>

Anch'io concordo, se ho dei finanziamenti da utilizzare li dedico allo
sviluppo, ma obbligo a chi sviluppa di inserire anche della
documentazione (in inglese)


--
ciao
Luca

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Re: appello dei traduttori

Luca Delucchi
In reply to this post by stefano campus
2015-03-12 12:17 GMT+01:00 stefano campus <[hidden email]>:

> credo che la forza di un progetto open consista in:
> - sviluppatori
> - utenti che segnalano errori e non semplicemente si lamentano
> - utenti che "stressano" il programma trovando casi d'uso che sfuggono allo
> sviluppatore
> - traduttori
> - finanziatori "cash"
>
> non so se dimentico qualcosa...
>

si almeno mi vengono in mente chi pacchettizza, chi fa relazioni
pubbliche, chi gestisce il progetto

> in ogni caso, quello che voglio dire è che ridurre un progetto di sw open
> alla sola componente "sviluppo" è per mio conto riduttivo
>

ovviamente, ma il discorso qui è un altro è dove investire i soldi che
si hanno a disposizione (e solitamente sono abbastanza limitati ;-) )

> s.
>


--
ciao
Luca

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Re: appello dei traduttori

Luca Delucchi
In reply to this post by pigreco
2015-03-12 13:42 GMT+01:00 Totò Fiandaca <[hidden email]>:
> .... un GROSSO problema italiota è che con i sw OS se accadesse un
> imprevisto, come il mio che ho installato la Wien in una amministrazione
> comunale e mi si blocca di continuo e non mi fa lavorare, a chi ci si
> rivolge? poi la Wien è appena uscita e non vi è nulla in rete che mi possa
> aiutare....
>

bisogna sempre testare a lungo una versione prima di passarla in produzione.
Per esperienza personale il comune di Trento fa un testing molto lungo
dei software prima di passarli in produzione e certe volte deve anche
saltare una determinata versione a causa di bug che intaccano il
lavoro degli operatori.

Devi capire da cosa è dovuto il tuo problema, vedere se è già stato
segnalato e poi rivolgere agli sviluppatori o aziende che supportano
quel determinato software per capire come risolvere il problema.

--
ciao
Luca

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Supporto (era: appello dei traduttori)

pcav
In reply to this post by pigreco
Il 12/03/2015 13:42, Totò Fiandaca ha scritto:
> .... un GROSSO problema italiota è che con i sw OS se accadesse un
> imprevisto, come il mio che ho installato la Wien in una amministrazione
> comunale e mi si blocca di continuo e non mi fa lavorare, a chi ci si
> rivolge? poi la Wien è appena uscita e non vi è nulla in rete che mi
> possa aiutare....  

Facile: ci si rivolge al supporto tecnico professionale, disponibile in
Italia come in molti altri paesi.
Trovo veramente singolare che ci siano intere amministrazioni, con
centinaia di postazioni che utilizzano esclusivamente un determinato sw
libero, che non pensino di dotarsi di un supporto.
Un bel freno al progresso, da vari punti di vista.
Saluti.
--
Paolo Cavallini - www.faunalia.eu
QGIS & PostGIS courses: http://www.faunalia.eu/training.html
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Re: appello dei traduttori

Matteo Ghetta
In reply to this post by Luca Delucchi
Rispondo a tutti, non voglio che sembri di aver lanciato il sasso e nascosto la mano
Allora:
1) nessuno sviluppatore esistente può avere il coraggio di dire che un qualsivoglia programma è utilizzabile senza un'adeguata documentazione. Faccio un esempio: SAGA. Un utente semi-esperto di GIS ci mette almeno 10 minuti a caricare un vettore, praticamente non esiste un manuale e il bacino di utenza è ovviamente ristretto. Il bacino di utenza si ingigantisce enormemente grazie alla traduzione di quel software. E credo proprio che per un qualsiasi FOSS il bacino di utenza sia il punto di partenza del successo

2) verissimo che oramai tutti dovrebbero masticare l'inglese. Beh, mi spiace dire che no ìn è affatto cosi (purtroppo specialmente fra i giovani)

3) proprio non capisco perche bisogna fare una guerra (perché è una guerra a tutti gli effetti) fra traduttori (poveri idioti che sanno contribuire solo traducendo e non scrivendo codice) e sviluppatori. E non capisco proprio perchè questa guerra la dobbiamo fare fra GFOSSari. Come se finanziare un traduttore costasse come uno sviluppatore. Stiamo parlando di qualche migliaio di euro all'anno in totale per tutti i traduttori per assicurare la traduzione di manuale e interfaccia grafica, uno sviluppatore costa uguale?!

4) che esempio è quello di: "arcgis è in inglese ma lo usano tutti. Quindi non è una questione di traduzione"?? Forse si può sfruttare la mancanza di un software "concorrente" per non fare gli stessi "errori".

Per molte risposte che sono arrivate mi è sembrato che il lavoro di traduzione fatto da tante persone valga meno di niente e questo davvero non lo accetto, non per me, ma per tutti gli altri.








Il giorno 12 marzo 2015 14:02, Luca Delucchi <[hidden email]> ha scritto:
2015-03-12 13:42 GMT+01:00 Totò Fiandaca <[hidden email]>:
> .... un GROSSO problema italiota è che con i sw OS se accadesse un
> imprevisto, come il mio che ho installato la Wien in una amministrazione
> comunale e mi si blocca di continuo e non mi fa lavorare, a chi ci si
> rivolge? poi la Wien è appena uscita e non vi è nulla in rete che mi possa
> aiutare....
>

bisogna sempre testare a lungo una versione prima di passarla in produzione.
Per esperienza personale il comune di Trento fa un testing molto lungo
dei software prima di passarli in produzione e certe volte deve anche
saltare una determinata versione a causa di bug che intaccano il
lavoro degli operatori.

Devi capire da cosa è dovuto il tuo problema, vedere se è già stato
segnalato e poi rivolgere agli sviluppatori o aziende che supportano
quel determinato software per capire come risolvere il problema.

--
ciao
Luca

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